Solitamente gli anime che hanno molto successo e che diventano il tormentone dei giappobimbi di turno non suscitano il mio entusiasmo e, anzi, si rivelano davvero inguardabili e puerili (adatti quindi al target). Death Note è una di quelle eccezioni che è riuscita ad accaparrarsi l'amore non solo del target più basso (di cui facevamo anche a meno, ma va beh), ma anche del target più alto, diventando un capolavoro riconosciuto a livello globale. Il disegno e le animazioni sono di alto livello, accompagnati da una OST spettacolare e particolarmente adatta all'atmosfera e al contesto. Ma non sono i punti su cui intendo soffermarmi.
Qui sotto esporrò quelle che, a mio avviso, sono davvero le armi vincenti di Death Note.
1) I protagonisti. "Io sono la Giustizia"
Il fulcro dell'anime sono proprio loro, Light e L.
Light (Kira) è un ragazzo brillante e intelligente, lodato da chiunque, ambito dalle ragazze e venerato dalla famiglia, la quintessenza del " καλὸς κἀγαθός " , della persona brava e bella. Il suo stesso character design rispecchia questo concetto: capelli biondi e taglio da damerino (ma anche da Zac Efron), espressione gentile e sempre sorridente, sempre vestito in giacca e cravatta. Tutti i crismi per essere ammirato e amato. Ma Light nasconde un abisso dentro di sé. Light persegue costantemente il suo ideale di perfezione a tal punto da impiegare tutte le sue energie in questo obiettivo, arrivando a disgustare tutte le persone che gli stanno intorno e le loro azioni. Osserva il mondo esterno, un mondo fatto di violenza, di corruzione, crimini, di ignoranza, e si chiede perchè il mondo debba essere popolato da tutto questo schifo. E giunge alla sua personale conclusione, ovvero che lui, uomo ideale dai valori ideali, lui che è superiore a chiunque, sia l'unico in grado di cambiare la situazione, e rendere il mondo un mondo migliore, e che vi sia un unico modo per giungere a questo: sterminare i criminali e le persone malvagie, e lasciare sul pianeta solo le persone buone e meritevoli. E' il suo ideale di giustizia, perchè per Light, la giustizia è tutto. Arriverà a passare interi anni a uccidere migliaia di criminali, e a fare di tutto per non essere scoperto, vivendo costantemente nel terrore di essere scoperto ma completamente inebriato dalla sua megalomania e dal suo senso di giustizia, che io chiamerei un vero e proprio senso del dovere. Lui è il prescelto, e solo lui può sorreggere quel peso. Si rende perfettamente conto di essere diventato un mostro, il peggiore dei criminali che lui stesso odia, ma lui stesso dirà alla fine della serie "non c'era altra scelta". Era davvero l'unica cosa da fare o forse tutto questo è sbagliato? Domanda che tutti quanti si sono posti guardando la serie, ma ne parlerò più avanti.L (Elle Lawliet) è un detective di fama mondiale ma, nonostante le sue brillanti doti investigative e la sua straordinaria intelligenza, è un ragazzo strano e trasandato, fortemente asociale, con grandi occhiaie nere e mille comportamenti bizzarri scadenti spesso nelle manie e nelle compulsioni. Possiamo dire che, almeno esteriormente, si tratta dell'opposto di Light. Eppure anche per lui la giustizia è tutto. Solo che la sua giustizia di traduce nel catturare ad ogni costo Kira, a costo anche di rischiare la sua vita, o addirittura di sacrificarla. Ma allora, cos'è davvero la giustizia? E chi dei due personaggi la incarna davvero?
Ed è proprio questo quesito la colonna portante dell'anime, che ci porta direttamente al punto 2
2) Il conflitto morale che si innesca nello spettatore e che lo devasterà interiormente mentre guarderà l'anime.
Ma da che parte sto? Dalla parte di Light o dalla parte di L? Perchè questa scelta non è poi così scontata. E' davvero sbagliato l'obiettivo di Light, ovvero uccidere tutti i carcerati e i criminali presenti sul pianeta e, in questo modo, promuovere la buona condotta, la bontà e la correttezza, l'onestà, e punire i delinquenti? Durante l'anime si sentirà più volte dire che, dopo l'avvento di Kira, nel mondo i crimini sono diminuiti fino al 70%, perchè ovviamente nessuno ormai ha più il coraggio di commetterli. Magari Light aveva davvero ragione quando diceva che non c'era altra scelta, e che sarebbe stato l'unico modo per avere un mondo migliore.Divenendo il Giustiziere, però, Light stesso si ritrova invischiato nella stessa melma che lui stesso cerca di eliminare con tutte le sue forze, ovvero uccidere e fare del male, andando contro le leggi, e divenendo il peggiore degli assassini.
Ma allora L ha forse ragione nel considerarlo solamente un terribile assassino e nel volerlo sbattere in prigione?
Il conflitto morale arriva all'apice nelle ultime puntate, quando Light si ritrova di fronte a Near, successore di L, e gli pone innanzi il suo modo di vedere la Giustizia, e le motivazioni che lo hanno portato a uccidere. Nonostante tutto, però, Near finirà con il dire "Sei solo un assassino psicopatico, e quel quaderno è l'arma peggiore che sia mai comparsa sulla faccia della Terra". Non si può controbattere nemmeno al punto di vista di Near, in quanto Light è un assassino, come tutti gli altri che lui stesso ha sterminato.
Quindi, chi ha ragione? Entrambi e nessuno. Non c'è una risposta a questa domanda, sta allo spettatore interpretare gli ideali dei due personaggi e decidere da che parte stare, ma soprattutto se stare dalla parte di qualcuno. Una delle cose magnifiche di Death Note è che non si è costretti a stare dalla parte di qualcuno, che non esiste un personaggio buono e uno cattivo, perchè alla fine sono tutti buoni e tutti cattivi. Credo fosse l'obiettivo della serie, e ci è riuscita benissimo.
3) L, Near e tutti gli altri della Wammy's House
Credo che un altro pilastro dell'anime sia la splendida caratterizzazione dei bambini e dei ragazzi prodigio della Wammy's House. Sarà che io sono di parte perchè amo molto le persone introspettive ma tormentate, ma trovo che ogni loro caratteristica, dal design alle loro "manie" alle loro parole, siano eccezionali. Del resto credo che persone così intelligenti e profonde come loro non possano essere persone come le altre. Delle persone come loro possono solamente finire schiacciate dal peso della loro mente, dalla stupidità altrui e dalle loro responsabilità, e credo che questo calzi a pennello per quanto riguarda L, ma anche Near. E' una caratterizzazione molto realistica che si rispecchia anche nella realtà.
Tra l'altro, parentesi, tutti odiano Near ma sinceramente non capisco perchè. Io trovo che sia il degno successore di L. La sua intelligenza e il suo intuito sono strepitosi, il suo carisma pure (un ragazzino in pigiama bianco che risolve il caso più difficile di tutti i tempi mentre gioca con i pupazzetti e fa gli edifici di dadi dove lo trovate?), e anche la sua caratterizzazione (scena strepitosa quando nello speciale tutti i membri dell'SPK muoiono e lui con la faccia imbrattata di sangue è incazzato nero solo perchè gli hanno buttato giù la costruzione fatta con i dadi. EPIC). Mah, personalmente lo adoro tanto quanto L. Invece non capisco perchè a tutti piace Mello che è il David Bowie dei poveri di turno, oltre a essere inguardabile e inutile (ok fangirl adesso potete uccidermi a sprangate, visto che vi piace tanto questo imbecille col caschetto).
Per ora mi fermo qui con le considerazioni su Death Note, se poi mi verrà in mente altro da scrivere lo aggiungerò. :)




